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Relazione Programmatica del Governatore Silvia Cenere

“Questa mattina, arrivando qui, ho pensato a quanto sia straordinaria l'esperienza che sto vivendo grazie a voi e grazie alla nostra grande famiglia lions. Negli ultimi tre anni, ho avuto il privilegio di incontrare tantissime persone: persone diverse per storia, professione, sensibilità, territorio. Ho visto tanti modi diversi di fare service. Ho visto idee trasformarsi in progetti, ho visto difficoltà a diventare opportunità, ma soprattutto, ho visto una cosa che mi ha colpito più di tutte: persone che scelgono di donare, donare il proprio tempo, le proprie competenze, le proprie idee, la propria energia, e soprattutto, il proprio cuore”

Bassano Del Grappa. In una sala congressi gremita di persone particolarmente attente e silenziose, persone provenienti dai 4 punti cardinali del distretto, rappresentanti di oltre il 95% di tutti i Club, il 12 settembre c.a., il Governatore Silvia Cenere ha aperto la relazione programmatica del XLVIII Congresso del Distretto 108 TA1 per l’anno sociale 2026-2027. Silvia ha iniziato il discorso partendo dalla sua profonda esperienza personale in questi anni di militanza lionistica; non ha fatto un elenco di programmi che vuole realizzare o dei problemi che vuole risolvere, ma si è presentata con semplicità, raccontando sé stessa, le sue emozioni il suo piano di azione. Un piano che parte dal cuore, dal sentimento di empatia e di solidarietà verso gli altri. E un discorso che conquista, che emoziona, che crea speranza e determinazione.

Il cuore, dunque, come specchio della conoscenza emozionale a cui si giunge sulla scia delle intuizioni. Il cuore ha le sue ragioni, diceva Blaise Pascal, che la ragione a volte non intende e che traccia un cammino che deve essere affidato alla intuizione e alla sensibilità individuale. Bisogna allora tenere viva la passione in ognuno per dipingere un mondo nuovo e compatibile con i tempi attuali.

“Che tipo di Lion vogliamo essere? Io immagino un Lion capace di guardare al futuro con coraggio e di servire con il cuore. Visione e Servizio. La prima ci indica dove vogliamo andare e il Servizio perché vogliamo andarci. E io voglio farlo insieme a voi

realizzando un programma che sia condiviso con voi….abbiamo la forza gli strumenti, l’esperienza, una rete di persone straordinaria; ma soprattutto abbiamo qualcosa che nessuna strategia, nessun programma e nessun obbiettivo può sostituire: abbiamo il cuore…..Immaginiamo dunque il nostro futuro, sogniamo in grande, trasformiamo i nostri sogni in azione, perché nulla è impossibile quando un sogno incontra la forza della comunità….”.

Il Governatore, dopo questa premessa, coerentemente con questa linea d’azione, riprende i punti chiave del suo discorso e lo fa in modo quasi schematico creando un collegamento logico tra i vari punti e seguendo una struttura chiara e organizzata.

Lo stile e la modalità della comunicazione è quella di colei che non vuole insegnare nulla di nuovo, ma quella di ricordare a tutti, anche a sé stessa, quei valori e quei principi base del lionismo; principi semplici, universali, che conosciamo da tempo e che sono il fondamento della nostra Associazione.

Il primo punto affrontato è il Service, l’anima della nostra Associazione e il fine ultimo, il motivo del nostro esistere. I Lions nascono proprio con questo scopo: servire le comunità e restituire qualcosa a chi ha bisogno. Siamo Lions per questo e se questo non avviene, ci resta solo un distintivo, un simbolo che perde di valore e di significato.

 

“Il service non è una voce dell’agenda, non è una delle tante attività, è la nostra identità e il motivo per cui esistiamo. Noi non organizziamo eventi, costruiamo risposte: risposte ai bisogni veri delle persone, dei territori, delle fragilità che incontriamo. Il nostro Distretto lo sa fare bene. La sfida adesso è quella di rendere questi service sempre più forti, condivisi e riconoscibili, e quando un club serve bene cresce anche la credibilità, l’entusiasmo, e crescono anche i soci. Mettiamo il service al centro di ogni scelta e rendiamo il nostro distretto protagonista con i fatti e non con le parole.”

 

Il secondo punto è “La crescita dei Soci” una crescita che ha come premessa il primo punto, il Service, che deve conquistare, motivare le persone. Se non riusciamo a mantenere vivo l’entusiasmo e l’impegno dei nostri soci non possiamo motivare i nuovi candidati e non possiamo certo trattenere i vecchi Soci.

Non si tratta di fare conti sui numeri o programmare a priori nuovi Club, cosa sicuramente importante e necessaria, ma bisogna applicare quella strategia vincente che crea stupore, desiderio di appartenenza, voglia di lavorare. Mi ha particolarmente colpito una affermazione fatta da Silvia che tutti noi condividiamo: “C’è una verità che dobbiamo guardare in faccia senza paura. Il nostro vero problema non è reclutare. Il nostro problema è trattenere. Inutile aprire la porta principale se lasciamo aperta quella sul retro. Ricordiamo sempre: ogni persona che entra nel Lions non deve fermare un modulo d’iscrizione ma deve vivere un’esperienza, un’esperienza di valore che gli cambi la vita.”

E qui entra in campo il terzo importante punto, la formazione, una formazione che dia professionalità al nostro essere Lions, un processo continuo, non un corso da seguire

ogni tanto, che alimenta la competenza, l’entusiasmo e la consapevolezza di essere Lions.

Il Governatore ha poi affermato con orgoglio che la nostra Associazione rappresenta un esempio credibile di pari opportunità e di questo bisogna essere fieri. Nella nostra Associazione non conta il genere ma il valore della persona, il suo impegno e la sua capacità di servire.

“… Le donne non sono una categoria da rappresentare, sono una risorsa da valorizzare. Sono leadership, innovazione, capacità di costruire relazioni e di guidare il cambiamento.”

Capitolo importantissimo la “Comunicazione”, una comunicazione che coinvolga tutti, una comunicazione più moderna, semplice, coordinata e vicina ai Club.

Far conoscere e conoscere noi stessi ciò che facciamo nel Distretto è fondamentale e ci unirà e ci motiverà reciprocamente in un clima di collaborazione e amicizia.

Dopo aver evidenziato l’importanza della Fondazione internazionale e Distrettuale e il Centro studi, il Governatore propone la creazione di un laboratorio di idee, un gruppo aperto di persone con esperienze e competenze diverse, chiamate a riflettere sul nostro modo di essere Lions e sulla nostra cultura. “Il mondo cambia, cambiano i bisogni delle comunità e dobbiamo avere il coraggio di chiederci se anche noi possiamo migliorare. Ascoltare analizzare proporre e condividere. Questo sarà il compito del laboratorio: raccogliere idee e trasformarle in proposte di cambiamento sempre concrete e condivise, perché cambiare non significa dimenticare ciò che siamo; significa avere il coraggio di diventare ciò che possiamo essere”.

A questo punto ha affrontato il capitolo dei LEO che sicuramente nel nostro Distretto stanno vivendo un momento di difficoltà. Perché? La risposta è semplice. Un giovane è attratto dall’Associazione solo se trova amicizia, formazione e soprattutto la possibilità di essere protagonista del cambiamento. Noi Lions dobbiamo allora ascoltare i giovani, sostenerli e dare loro spazio convinti che loro sono il presente.

E siamo alla conclusione:

Il tema che accompagnerà questo anno sarà “Il CUORE AL SERVIZIO”. “Il cuore al servizio” significa mettere al centro dell’azione la sensibilità, l’empatia e la volontà autentica di aiutare gli altri. Non basta svolgere un servizio: è il modo in cui lo si fa che fa la differenza. Servire con il cuore significa ascoltare, comprendere i bisogni delle persone e agire con generosità, rispetto e dedizione, trasformando ogni gesto in un’opportunità per migliorare la vita della comunità. “Il cuore al servizio” rappresenta l’impegno a servire con passione, umanità e spirito di solidarietà, mettendo sempre la persona al centro di ogni iniziativa. È il cuore che ispira il servizio e rende ogni azione un segno concreto di speranza e di vicinanza”

Un discorso, quello di Silvia, pieno di speranza, accompagnato da momenti di emozioni, un discorso semplice, senza retorica, fatta a una grande famiglia formata da qualche centinaio di persone attente ad ascoltare. Si è presentata come una persona

che vuole stringere un’alleanza, un patto di unità per aiutare al meglio le persone che stanno male, che soffrono, che vivono nella solitudine e nell’infelicità. Conclude questo suo messaggio con una solenne promessa, un impegno preso con ognuno dei presenti: “Sarò un Governatore che ascolta, che dialoga, che include. Ci saranno momenti difficili, certo. Ma è lì che si vede una squadra vera, nella capacità di affrontare i problemi con fermezza e con spirito costruttivo. Sul piano organizzativo mi affiderò ad una squadra competente, affidabile e rappresentativa del territorio; insieme daremo vita a momenti importanti: i Congressi, i Gabinetti distrettuali, i seminari di formazione, visite amministrative. Occasioni non solo di incontro, ma di crescita e di motivazione per tutti i Lions. Io sogno un Distretto in cui ogni Lion sappia che il suo gesto, anche il più piccolo, può cambiare una storia, accendere una speranza, un Distretto che non lasci indietro nessuno. In cui ogni Lion conta, e ogni mano che si tende trova un’altra mano pronta a incontrarla. Non ho mai creduto nei percorsi solitari. Ho sempre creduto nelle strade fatte insieme, in quelle che a volte sono in salita, ma che diventano più leggere quando qualcuno cammina accanto a te. Perché ciò che conta davvero non è arrivare per primi, ma arrivarci insieme. Il futuro non si aspetta. Il futuro si sceglie. Si sceglie di sognarlo, si sceglie di costruirlo, si sceglie di servirlo. E se oggi scegliamo di farlo insieme, con il cuore, allora non stiamo solo vivendo un anno Lions stiamo lasciando un segno. Nei territori. Nelle persone. E, senza saperlo, anche in noi stessi. Questo è il cammino che vi propongo. Io ci sono. E camminerò con voi perché io credo nelle persone prima dei ruoli, e nel cuore prima delle parole. Grazie”.

Grazie a te cara Silvia. Sei stata brava e hai preso degli impegni concreti.

Le tue capacità, la tua sensibilità, la tua grande voglia di innovazione, la concretezza sono stati apprezzati da tutti, anche fuori dal nostro Distretto.

Auguri Silvia, va come e dove ti porta il cuore.

 

Antonio Dezio

 

 

Versione in lingua tedesca

Als ich heute Morgen hierherkam, dachte ich darüber nach, wie außergewöhnlich die Erfahrung ist, die ich dank euch und dank unserer großen Lions-Familie machen darf. In den vergangenen drei Jahren hatte ich das Privileg, unzählige Menschen kennenzulernen: Menschen mit unterschiedlichen Lebensgeschichten, Berufen, Sensibilitäten und aus unterschiedlichen Regionen. Ich habe viele verschiedene Arten erlebt, wie Service geleistet werden kann. Ich habe gesehen, wie aus Ideen Projekte entstanden sind, wie Schwierigkeiten zu Chancen wurden. Aber vor allem habe ich etwas erlebt, das mich mehr als alles andere berührt hat: Menschen, die sich bewusst dafür entscheiden zu geben – ihre Zeit, ihre Fähigkeiten, ihre Ideen, ihre Energie und vor allem ihr Herz.“

Bassano del Grappa. In einem bis auf den letzten Platz gefüllten Kongresssaal, in dem besonders aufmerksam und konzentriert zugehört wurde, versammelten sich am 12. September dieses Jahres Menschen aus allen vier Himmelsrichtungen des Distrikts, die mehr als 95 % aller Clubs vertraten. Governeurin Silvia Cenere eröffnete dort ihre programmatische Rede anlässlich des XLVIII. Kongresses des Distrikts 108 TA1 für das Lionsjahr 2026–2027.

Silvia begann ihre Rede mit ihrer tiefen persönlichen Erfahrung aus den vergangenen Jahren ihres Engagements bei Lions. Sie präsentierte keine Aufzählung von Programmen, die sie verwirklichen, oder Problemen, die sie lösen möchte. Vielmehr stellte sie sich mit großer Einfachheit vor und erzählte von sich selbst, ihren Emotionen und ihrem Aktionsplan. Ein Plan, der vom Herzen ausgeht, von Empathie und Solidarität gegenüber den Mitmenschen. Und eine Rede, die gewinnt, bewegt, Hoffnung weckt und Entschlossenheit schafft.

Das Herz also als Spiegel emotionaler Erkenntnis, zu der man auf dem Weg der Intuition gelangt. „Das Herz hat seine Gründe, die die Vernunft nicht kennt“, sagte Blaise Pascal. Gründe, die die Vernunft manchmal nicht versteht und die einen Weg vorzeichnen, der der Intuition und der individuellen Sensibilität anvertraut werden muss. Es gilt daher, die Leidenschaft in jedem Einzelnen lebendig zu halten, um eine neue Welt zu gestalten, die mit unserer heutigen Zeit im Einklang steht.

„Welche Art von Lion wollen wir sein? Ich stelle mir einen Lion vor, der mutig in die Zukunft blickt und mit dem Herzen dient. Vision und Service. Die Vision zeigt uns, wohin wir gehen wollen, und der Service erklärt, warum wir dorthin wollen. Und ich möchte diesen Weg gemeinsam mit euch gehen und ein Programm verwirklichen, das wir miteinander teilen … Wir haben die Kraft, die Instrumente, die Erfahrung und ein außergewöhnliches Netzwerk von Menschen. Aber vor allem haben wir etwas, das keine Strategie, kein Programm und kein Ziel ersetzen kann: Wir haben das Herz. Lasst uns also unsere Zukunft gestalten, groß träumen und unsere Träume in konkrete Taten verwandeln. Denn nichts ist unmöglich, wenn ein Traum auf die Kraft einer Gemeinschaft trifft …“

Nach dieser Einführung greift die Governeurin, ganz im Sinne dieser Handlungsweise, die zentralen Punkte ihrer Rede wieder auf. Sie tut dies nahezu schematisch, schafft dabei jedoch eine logische Verbindung zwischen den einzelnen Themen und folgt einer klaren und gut strukturierten Linie. Ihr Kommunikationsstil ist nicht der einer Person, die etwas völlig Neues lehren möchte. Vielmehr möchte sie uns allen – und auch sich selbst – jene grundlegenden Werte und Prinzipien des Lionismus wieder ins Bewusstsein rufen: einfache, universelle Prinzipien, die wir seit Langem kennen und die das Fundament unserer Vereinigung bilden.

Der erste angesprochene Punkt ist der Service, die Seele unserer Vereinigung und unser letztendliches Ziel, der Grund unseres Bestehens. Die Lions wurden genau zu diesem Zweck gegründet: den Gemeinschaften zu dienen und denjenigen etwas zurückzugeben, die Hilfe benötigen. Aus diesem Grund sind wir Lions und wenn dies nicht geschieht, bleibt uns nur ein Abzeichen, ein Symbol, das seinen Wert und seine Bedeutung verliert.

„Service ist kein Punkt auf der Tagesordnung und auch nicht eine von vielen Aktivitäten. Er ist unsere Identität und der Grund, warum wir existieren. Wir organisieren keine Veranstaltungen, wir schaffen Antworten: Antworten auf die tatsächlichen Bedürfnisse der Menschen, der Regionen und auf die unterschiedlichen Formen von Bedürftigkeit, denen wir begegnen. Unser Distrikt kann das sehr gut. Die Herausforderung besteht nun darin, diese Service-Aktivitäten noch stärker, gemeinschaftlicher und sichtbarer zu machen. Denn wenn ein Club guten Service leistet, wachsen auch seine Glaubwürdigkeit und seine Begeisterung – und damit auch die Zahl seiner Mitglieder. Stellen wir den Service in den Mittelpunkt jeder Entscheidung und machen wir unseren Distrikt durch unsere Taten und nicht durch unsere Worte zu einem Protagonisten.“

Der zweite Punkt ist „Das Wachstum der Mitglieder“ – ein Wachstum, dessen Voraussetzung der erste Punkt ist: der Service, der Menschen überzeugen und motivieren muss. Wenn es uns nicht gelingt, die Begeisterung und das Engagement unserer Mitglieder lebendig zu halten, können wir weder neue Interessenten motivieren noch die bisherigen Mitglieder dauerhaft an uns binden. Es geht dabei nicht lediglich darum, Zahlen zu zählen oder im Voraus neue Clubs zu planen – was zweifellos wichtig und notwendig ist. Vielmehr müssen wir eine erfolgreiche Strategie anwenden, die Staunen hervorruft, den Wunsch nach Zugehörigkeit weckt und die Freude an gemeinsamer Arbeit fördert.

Besonders angesprochen hat mich eine Aussage von Silvia, die wir wohl alle teilen:

„Es gibt eine Wahrheit, der wir ohne Angst ins Gesicht sehen müssen. Unser eigentliches Problem ist nicht die Gewinnung neuer Mitglieder. Unser Problem ist, sie zu halten. Es ist sinnlos, die Eingangstür zu öffnen, wenn wir gleichzeitig die Hintertür offenlassen. Denken wir immer daran: Jeder Mensch, der zu Lions kommt, sollte nicht einfach ein Anmeldeformular ausfüllen, sondern eine Erfahrung machen – eine wertvolle Erfahrung, die sein Leben verändert.“

Und hier kommt der dritte wichtige Punkt ins Spiel: die Ausbildung und Weiterbildung – eine Ausbildung, die unserem Lions-Sein Professionalität verleiht. Ein kontinuierlicher Prozess und kein Kurs, den man gelegentlich besucht. Ein Prozess, der Kompetenz, Begeisterung und das Bewusstsein dafür stärkt, was es bedeutet, Lion zu sein.

Die Governeurin betonte anschließend mit Stolz, dass unsere Vereinigung ein glaubwürdiges Beispiel für Chancengleichheit darstellt – und darauf dürfen wir stolz sein. In unserer Vereinigung zählt nicht das Geschlecht, sondern der Wert des Menschen, sein Engagement und seine Fähigkeit zu dienen.

„… Frauen sind keine Kategorie, die vertreten werden muss. Sie sind eine Ressource, deren Potenzial wir fördern müssen. Sie stehen für Leadership, Innovation, die Fähigkeit, Beziehungen aufzubauen und Veränderungen zu gestalten.“

Ein besonders wichtiges Kapitel ist die „Kommunikation“ – eine Kommunikation, die alle einbezieht, moderner, einfacher, koordinierter und näher an den Clubs ist. Es ist von grundlegender Bedeutung, bekannt zu machen, was wir in unserem Distrikt tun, und uns selbst besser kennenzulernen. Dies wird uns verbinden und gegenseitig motivieren – in einem Klima der Zusammenarbeit und Freundschaft.

Nachdem die Governeurin die Bedeutung der internationalen und der Distrikt-Stiftung sowie des Studienzentrums hervorgehoben hatte, schlug sie die Einrichtung eines Ideenlabors vor: einer offenen Gruppe von Menschen mit unterschiedlichen Erfahrungen und Kompetenzen, die sich mit unserer Art, Lion zu sein, und mit unserer Kultur auseinandersetzen sollen.

„Die Welt verändert sich, die Bedürfnisse der Gemeinschaften verändern sich, und wir müssen den Mut haben, uns zu fragen, ob auch wir uns weiterentwickeln können. Zuhören, analysieren, vorschlagen und gemeinsam teilen. Das wird die Aufgabe dieses Labors sein: Ideen zu sammeln und sie in konkrete und gemeinsam getragene Vorschläge für Veränderungen umzuwandeln. Denn Veränderung bedeutet nicht, zu vergessen, wer wir sind. Es bedeutet, den Mut zu haben, zu dem zu werden, was wir sein können.“

An diesem Punkt widmete sie sich dem Kapitel der LEOs, die in unserem Distrikt zweifellos eine schwierige Phase erleben. Warum? Die Antwort ist einfach: Ein junger Mensch fühlt sich nur dann von einer Vereinigung angezogen, wenn er dort Freundschaft, Weiterbildung und vor allem die Möglichkeit findet, selbst zum Gestalter von Veränderungen zu werden. Wir Lions müssen deshalb den jungen Menschen zuhören, sie unterstützen und ihnen Raum geben – in der Überzeugung, dass sie die Gegenwart sind.

Und damit kommen wir zum Schluss. Das Thema, das uns durch dieses Lionsjahr begleiten wird, lautet: „DAS HERZ IM DIENST“.

„Das Herz im Dienst“ bedeutet, Sensibilität, Empathie und den aufrichtigen Willen zu helfen in den Mittelpunkt unseres Handelns zu stellen. Es reicht nicht aus, einen Dienst zu leisten: Entscheidend ist, wie man ihn leistet. Mit dem Herzen zu dienen bedeutet zuzuhören, die Bedürfnisse der Menschen zu verstehen und mit Großzügigkeit, Respekt und Hingabe zu handeln. Jede Geste wird dadurch zu einer Möglichkeit, das Leben der Gemeinschaft zu verbessern. „Das Herz im Dienst“ steht für das Engagement, mit Leidenschaft, Menschlichkeit und Solidarität zu dienen und dabei immer den Menschen in den Mittelpunkt jeder Initiative zu stellen. Es ist das Herz, das den Service inspiriert und jede Handlung zu einem konkreten Zeichen der Hoffnung und der Nähe macht.“

Silvias Rede war voller Hoffnung und von emotionalen Momenten begleitet. Eine einfache Rede, ohne Rhetorik, an eine große Familie gerichtet, die aus mehreren hundert aufmerksamen Menschen bestand. Sie stellte sich als eine Person vor, die ein Bündnis, einen Pakt der Einheit schließen möchte, um den Menschen, die leiden, die krank sind, die Einsamkeit und Unglück erfahren, bestmöglich zu helfen.

Sie schloss ihre Botschaft mit einem feierlichen Versprechen, einem Engagement gegenüber jedem Einzelnen der Anwesenden:

„Ich werde eine Governeurin sein, die zuhört, die den Dialog sucht und die einbezieht. Es wird schwierige Momente geben, gewiss. Aber gerade dann zeigt sich, was ein echtes Team ausmacht: die Fähigkeit, Probleme entschlossen und zugleich konstruktiv anzugehen. Auf organisatorischer Ebene werde ich mich auf ein kompetentes, zuverlässiges und für die verschiedenen Gebiete repräsentatives Team verlassen. Gemeinsam werden wir wichtige Momente gestalten: Kongresse, Distriktkabinette, Fortbildungsseminare und Verwaltungsbesuche. Gelegenheiten nicht nur zur Begegnung, sondern auch zur persönlichen Weiterentwicklung und Motivation aller Lions. Ich träume von einem Distrikt, in dem jeder Lion weiß, dass seine Geste – auch die kleinste – eine Geschichte verändern und Hoffnung entzünden kann. Von einem Distrikt, der niemanden zurücklässt. In dem jeder Lion zählt und jede ausgestreckte Hand eine andere Hand findet, die bereit ist, ihr entgegenzukommen. Ich habe nie an einsame Wege geglaubt. Ich habe immer an Wege geglaubt, die man gemeinsam geht – Wege, die manchmal bergauf führen, aber leichter werden, wenn jemand neben dir geht. Denn was wirklich zählt, ist nicht, als Erster anzukommen, sondern gemeinsam anzukommen. Die Zukunft wartet nicht. Die Zukunft wird gewählt. Man entscheidet sich dafür, von ihr zu träumen, man entscheidet sich dafür, sie aufzubauen, man entscheidet sich dafür, ihr zu dienen. Und wenn wir uns heute dafür entscheiden, dies gemeinsam und mit dem Herzen zu tun, dann erleben wir nicht einfach nur ein Lionsjahr – wir hinterlassen eine Spur. In unseren Regionen. In den Menschen. Und, ohne es zu wissen, auch in uns selbst. Das ist der Weg, den ich euch vorschlage. Ich bin da. Und ich werde gemeinsam mit euch gehen, denn ich glaube an die Menschen vor den Funktionen und an das Herz vor den Worten. Danke.“

Danke dir, liebe Silvia. Du hast diese Aufgabe großartig begonnen und konkrete Verpflichtungen übernommen. Deine Fähigkeiten, deine Sensibilität, dein großer Wunsch nach Innovation und deine Bodenständigkeit wurden von allen geschätzt – auch außerhalb unseres Distrikts. Alles Gute, Silvia. Gehe dorthin, wohin dein Herz dich führt.