“Ho dato una mano alle Iraniane di pallavolo” Ora sperano in un cambio di regime.
In una serata organizzata dal Lions Club Trento, la coach Alessandra Campedelli ha presentato il suo libro sulla sua esperienza in Iran e Pakistan.
Alessandra Campedelli, originaria di Rovereto, qualche giorno fa ha presentato in una sala gremita a Trento – chiamata dal LC Trentino-Sudtirol Women and Men Together for a Better World presieduto da Antonella Chiusole – il suo libro “Io posso. Un’allenatrice di pallavolo in Iran e in Pakistan”, mentre il 1marzo al teatro di Povo, ha tenuto a battesimo, come protagonista, il docu film “Donne di altri Mondi”.
Alessandra Campedelli ha esordito con società di pallavolo locali, con le quali ha ottenuto importanti risultati, fino ad arrivare nel 2016, alla guida della nazionale di pallavolo femminile sorde dell’Italia con cui ha conquistato oro agli Europei del 2019, argento alle Olimpiadi del 2017 con la nazionale senior, argento agli Europei 2018 con la nazionale U21 ed argento ai mondiali del 2020. E l’anno successivo diventa il commissario tecnico della nazionale femminile di pallavolo dell’Iran, in un momento in cui la repressione contro le donne stava diventando sempre più stretta.
Nell’intervista rilasciata al Corriere del Trentino per la presentazione del libro, la coach di pallavolo ha sottolineato il fatto che con la sua testimonianza vuole dar voce alle “sue” ragazze, rimaste in Iran. “Le mie giocatrici sono super controllate – ha detto – perché lo sport dipende dal governo. Se riescono a mandarmi un sms mi chiedono di eliminarlo all’istante, Pensate che una di loro aveva fatto un post critico, subito visionato dalle autorità che hanno intimato alla ragazza di rimuoverlo. Con la minaccia che la prossima volta sarebbero andati a prenderla a casa! Sono davvero disperate e si augurano di un aiuto da paesi esterni.” Aiuti che in questi giorni di guerra sembrano arrivare, ma non si sa bene con quali conseguenze politiche, all’interno dell’Iran.
Molti si sono chiesti come mai Alessandra Campedelli abbia accettato di allenare proprio la squadra di pallavolo femminile iraniana. “L’incarico è arrivato per caso- ha precisato la coach – perché avevano bisogno di una donna allenatrice, e la scelta era fra poche. Questa sfida mi ha stimolato per il confronto con un mondo diverso, non certi per i guadagni.” In un’altra intervista a Rainews24 la Campdelli ha ammesso che non si aspettava che lo sport fosse totalmente assoggettato al governo. Il suo proposito era di dare più spazio alle donne. Ma quando ha portato a casa la medaglia d’argento ai giochi islamici, ha potuto vedere che solo le atlete erano contente, non la federazione e non il governo, perché quella medaglia dimostrava che le donne potevano fare qualcosa in autonomia. E l’avvenimento che l’ha fatta decidere di rompere il contratto con l’Iran, è stato l’incontro con il cosiddetto “macellaio di Teheran” ovvero colui che ha firmato la condanna per impiccagione di migliaia di studenti e di dissidenti che avevano la sola colpa di aver protestato pacificamente. Era il 2022, in piena rivolta, quando avvenne l’uccisione di Mahsa Amini.
A fine gennaio 2024 accetta l’incarico di allenare la nazionale femminile senior del Pakistan ma nel giugno del ’24 lascia, perché capisce che il suo lavoro per educare queste ragazze all’emancipazione deve partire dal basso, proponendo un apprendimento attraverso lo sport e il movimento, attraverso la Empower Sport Academy, facendo uscire queste donne dalle cucine, prima di aprire loro le porte del mondo. E in quell’anno Alessandra Campedelli è stata insignita Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Ma l’allenatrice non si ferma mai e il suo prossimo obiettivo si rivolge alla nazionale femminile della Tunisia: dal prossimo aprile sarà la coach, come volontaria.
Sempre in prima fila, sempre con lo sguardo verso nuovi orizzonti di emancipazione femminile, attraverso lo sport.
Silvia Siena
