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Lions Club Villafranca e Reutte in Tirol, un gemellaggio che dura da più di trent’anni

una accordo basato sul piacere di stare assieme e su forti collaborazioni nei service

Il mercato dell’usato organizzato dal Lions Club Reutte in Tirol

 

 

 

Non vorrei essere annoverato tra la schiera dei “laudatores temporis acti”,ma sono convinto che in passato ci fosse più propensione ed interesse da parte dei Clubs Lions verso gemellaggi con colleghi sia italiani che stranieri. Questi ultimi sono i più difficili, ma hanno il potere di farci toccare con mano quella dimensione internazionale che la nostra associazione ha nella sua natura. Dico la verità che non mi dispiacerebbe se nelle nostre conventions si ricominciasse a parlare di questa nobile attività insita nella nostra Mission, laddove si dice di promuovere la pace e la comprensione tra i popoli. Non mi nascondo le difficoltà, che ho toccato con mano qualche anno fa, quando su incarico del Governatore Di Noi ho chiesto ai presidenti dei clubs del Distretto ( circa 50) di segnalarmi se avevano o no Gemellaggi in essere e mi hanno risposto solo in quindici.

 

Quando sono entrato nel mio club più di trent’anni fa ho trovato due gemellaggi: con Cattolica e con Reutte (cittadina del nord-ovest dell’Austria al confine con la Baviera). Quando mi è stato possibile ho partecipato agli incontri con i “gemelli” e mi sono divertito incontrando molti amici. Con Cattolica gli incontri si sono diradati di molto, ma con Reutte abbiamo mantenuto un rapporto costante, grazie anche all’iniziativa del Presidente Roberto Venturi, che circa venticinque anni fa ha fatto sì che noi partecipassimo ad una attività dei nostri amici austriaci chiamata FLOHMARKT (mercatino dell’usato). In pratica raccolgono durante tutto l’arco dell’anno materiale usato di vari tipi come libri, vestiario, stoffe ed arredi per la casa e per la cucina in ceramica, vetro, acciaio, piccoli elettrodomestici, quadri e chi più ne ha più ne metta. Si tratta quindi di articoli di seconda mano puliti, intatti e riutilizzabili, ma non ne mancano di nuovi. Tutte queste cose vengono divise per categorie ed esposte in un grande capannone per essere vendute la prima domenica di maggio dalle sette del mattino alle sedici del pomeriggio. Assieme alle merce suddetta i nostri amici vendono bevande ed i loro piatti tipici dolci e salati, per cui la visita al Flohmarkt non è un ” mordi e fuggi”, ma una festa (c’è pure la musica) che impegna i visitatori per buona parte della giornata.

Torniamo indietro al sabato, quando a metà pomeriggio, con grande gioia degli austriaci arrivano gli isolani che dopo i saluti cominciano subito ad allestire la loro cucina per preparare la cena. Noi infatti siamo dalle dodici alle quindici persone ed abbiamo tutto l’occorrente per dare da mangiare a coloro che stanno allestendo gli stand: alla fine serviamo circa centoventi coperti. Questo ci permette di fraternizzare con grande soddisfazione nostra e degli amici di Reutte, che stanchi per il lavoro di allestimento del mercatino trovano la cena pronta. Alla domenica mattina, mentre il capannone brulica di gente, rimettiamo in moto la cucina e proponiamo i nostri primi: risotti, pasta e tortellini. Da un’altra parte allestiamo un tavolo per vendere le nostre specialità: vino, olio, grana, salumi, ecc. Dopo una giornata in cui si è lavorato intensamente fianco a fianco, ci si ritrova la domenica sera a cena e si tirano le somme e siamo tutti felici anche se stanchi, perché le entrate aumentano sempre sia per noi che per i nostri gemelli ed ammontano a parecchie decine di migliaia di euro.

Il nostro apporto al Flohmarkt di Reutte, nel suo piccolo è molto apprezzato e la generosità dei nostri gemelli si manifesta nei momenti di difficoltà: infatti ci hanno donato diecimila euro per la ricostruzione di una scuola materna a Finale Emilia dopo il terremoto ed altrettanti per un’altra scuola materna a Sant’Agata sul Santerno dopo le disastrose inondazioni..

Credo che tra le righe traspaia la nostra ammirazione (anche un po’ di invidia) per gli amici di Reutte, perché senza tanti formalismi, riescono a mobilitare un paese intero e raggiungere risultati sorprendenti, che si traducono in service consistenti e generosi.

 

Fernando Boraso                            .