Lo spettacolo “Bunker” rompe il silenzio del disagio giovanile
Rappresentato a Borgo con il sostegno dei LC Valsugana e Rovereto Host
Spesso non si esprime il dolore mentale, non se ne parla e si rinuncia a combatterlo fino ad arrivare a fuggire dalla vita. Bisogna trovare una modalità, un luogo dove poter dar voce a tale disagio, sempre più giovanile: su tali basi è nato il Progetto Psychachè che – sostenuto dai Lions Club Valsugana e Rovereto Host, in collaborazione con l’Associazione Auser di Pergine Valsugana, Il Collettivo Clochart e l’Associazione Artigiani – ha prodotto lo spettacolo teatrale “Bunker”, come punto finale di un elaborato percorso di consapevolezza.
Tale lavoro costruito e recitato da ragazzi, con la supervisione della psicologa Giovanna Bronzini, ha fatto la sua ventesima rappresentazione nel polo scolastico di Borgo Valsugana. Lo spettacolo ha colpito i partecipanti per il messaggio di sostegno che si deve rivolgere a chi ha disagio: Non è solo, lo si deve solo convincere a “chiedere aiuto” per rompere il silenzio che troppo spesso avvolge il disagio dei giovani.
Silvia Siena
